5G: Dobbiamo preoccuparci?

Da qualche mese a questa parte l’Italia si sta preparando a quella che viene definita la “rivoluzione” del 5G. Ma, siamo già in fase sperimentale di questa nuova tecnologia sono, circolano grandi timori sui rischi che potrebbe comportare per la salute pubblica. Ecco, secondo varie notizie, cos’è il 5G e perché non bisogna allarmarsi.

Cos’è il 5G

Con il termine 5G si indicano tecnologie di nuova generazione per la comunicazione mobile. la così detta “quinta generazione”, che segue le precedenti 2G, 3G e 4G, è quindi in poche parole la nuova tecnologia di connessione che utilizzeranno in nostri smartphone, ma anche e soprattutto i tanti di oggetti connessi intorno a noi, destinati a essere sempre più numerosi (elettrodomestici, SmartHome, auto, semafori, lampioni, orologi…). Una delle caratteristiche principali di questa rete è, infatti, proprio quella di permettere molte più connessioni in contemporanea, con alta velocità e tempi di risposta molto rapidi.

Non si tratta, inoltre, della semplice evoluzione dell’attuale rete 4G, perché ha caratteristiche tecniche completamente diverse, non solo per la quantità di banda più ampia e per la velocità; si tratta proprio di un modo diverso di gestire le comunicazioni e la copertura, con frequenze, antenne e tecniche di trasmissione dei dati differenti rispetto al passato.

Prestazioni

Per quanto riguarda la velocità, potenzialmente il 5G può arrivare fino a 10 Gigabit per secondo. si ipotizza però una velocità 10 volte più elevata rispetto al 4G. ma non è solo la velocità ciò che rende il 5G innovativo.

Le prestazioni saranno superiori soprattutto in termini di latenza, cioè di tempi di risposta al comando dato all’oggetto connesso(ad esempio, se pensiamo alle auto connesse, è il tempo che trascorre tra quando un sensore per la strada che indica lo stop trasmette all’auto il comando di fermarsi e il momento in cui l’auto effettivamente si ferma. avete capito bene. Questo tempo di risposta scenderà a 1-10 millisecondi, circa 10 volte meno degli attuali 50-100 millisecondi del 4G (e questo è uno degli aspetti considerati più importanti per i nuovi servizi digitali che si pensa di sviluppare).

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Effetti sulla Salute

Veniamo al dunque. Partiamo dalla premessa che al momento non ci sono dati che permettono di escludere o confermare che questa nuova tecnologia abbia effetti dannosi per la salute o meno, come infine, non ci sono mai state risposte chiare e definitive neanche sulle tecnologie precedenti. Per poter valutare i potenziali effetti negativi sulla salute del 5G possiamo però rifarci alle prove disponibili sugli effetti delle emissioni legate a 2G e 3G, cercando di ipotizzare cosa possa verificarsi in conseguenza di esposizioni differenti. Ma anche in questo caso, serviranno anni di studi dalla sua diffusione per avere risposte chiare. Quello che sappiamo fino ad ora, però, rassicura più che allarmare: il 5G viaggerà sì su frequenze più elevate rispetto a 2G, 3G e 4G (e questo è uno degli elementi che spaventa), ma la rete di antenne, in realtà, utilizzerà segnali dotati di potenza inferiore. Inoltre resta fermo il fatto che, anche se a frequenze maggiori, la capacità di penetrazione di queste onde nei tessuti umani rimane sempre molto bassa e limitata agli strati superficiali della pelle, mancando anche l’energia necessaria per causare un danno al Dna. Sarebbe più dannoso stare vicino a un forno a microonde per 10 minuti per capirci. Sono comunque notizie che non si discostano molto da quelle che già circolavano sulle precedenti tecnologie 2G o 3G.

Ecco qui quali sono i dubbi che potrebbero venire sul 5G se ci si ritrovasse a leggere un po’ di contenuti circolanti sul tema. Ed ecco perché in molti casi si tratta di false credenze o “mezze verità”, che vanno molto ridimensionate.

Fonte: Altroconsumo

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Cosa dice l’Istituto Superiore di Sanità?

in un recente rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità, in base alle evidenze epidemiologiche attuali, l’uso del cellulare non risulta associato all’incidenza di neoplasie nelle aree più esposte alle radiofrequenze durante le chiamate vocali. Nel periodo 1999-2017 non si sono rilevati rischi di tumori maligni (glioma) o benigni (meningioma, neuroma acustico, tumori delle ghiandole salivari) in relazione all’uso prolungato (≥10 anni) dei telefoni mobili.

Per quanto riguarda le future reti 5G, al momento non vi è certezza pratica che, in Italia, non faccia male. Sappiamo che non ci sono conseguenze altrove (tipo negli Stati Uniti dove pure sono state studiate radiazioni più elevate) ma l’azione precauzionale del Codacons non fa altro che alzare la guardia su un fatto che è una credenza e non un’evidenza.

Ciao,
G.

Matteo Sironi

Gerry. Fotografo, Videomaker e Grafico in Pubblicità e Comunicazione. Appassionato di Auto, Gaming, informatica e Scienza

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