Arsenale di Venezia: “che tu possa vivere in tempi interessanti”

L’Arsenale. Per tanti turisti oggi si tratta solo di una delle numerose fermate che fa il vaporetto della linea 1, per altri, meno numerosi, l’Arsenale di Venezia è una delle sedi delle esposizioni della Biennale, ma mettetevi l’anima in pace, perchè anche le persone che riescono a entrare vedono una parte minima di quel tesoro e documento storico che è l’Arsenale di venezia.

800 Anni, ecco il motivo per cui ne parlo nel Blog, l’Arsenale di Venezia compie 800 anni, almeno, perchè alcuni reperti e cronache dell’epoca dicono che il primo nucleo fu realizzato nell’anno 1104.

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https://www.comune.venezia.it/it/arsenaledivenezia

Che cos’è l’Arsenale

L’Arsenale di Venezia è una vasta zona nella parte est della città rivolta verso il mare aperto, si tratta di 48 ettari di acqua, canali, mura merlate, bacini, tutto fondamento della più potente marina commerciale e militare del mediterraneo dal 1200 al 1500. Fu in quell’epoca l’Arsenale più importante del mondo e restò tale fino al 1800.

Sorge sulle due isole di Zimolè (gemelle) e si tratta dell’unica zona fortificata, di una città che come difesa usava il mare. Tutto si affacciava in un canale in cui si rivolgevano tutti e 24 gli scali cantieristici in cui si costruivano barche e navi di legno. Darsena.

I dati di produzione dell’Arsenale erano oggetto di segreto di stato, ma alcune indicazioni prese dal testamento del doge Mocenigo del 1423, parla di una flotta complessiva di 3000 navigli da carico tra battelli e barconi, 17000 marinai e 300 navi con 8000 marinai.

Ma sempre in quell’epoca ci perviene un osservatore speciale nonche Dante Alighieri, che visitò l’Arsenale di Venezia nel 1306 e ne descrisse come quella che allora era la più grande industria del medioevo, e ne fu colpito dal formicolare delle attività, tanto da scriverne dei versi nella divina commedia nel XXI canto.


Il futuro nel Medioevo

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Con l’Arsenale le attività cantieristiche del 300 assunsero un aspetto nuovo e mai sperimentato prima. I capannoni erano costruiti in modo modulare, per cellule uguali fra loro e servivano alla fase di impostazione dello scafo. Quando esso era in condizioni di galleggiare veniva spostato e ormeggiato nelle diverse aree di allestimento: alberatura, corderie, sartiame, artiglierie, remerie poi l’imbarco dell’equipaggio, fino alla uscita tra le due torri merlate, ogni area svolgeva sempre la stessa operazione. Questo meccanismo di lavoro venne poi riportato in auge dalla catena di montaggio che Henry Ford adottò nel 1913.

Le navi che venivano costruite all’Arsenale di Venezia si riflettevano a seconda delle epoche, dai dromoni medioevali fino ai piroscafi dell’ottocento, ma la nave che caratterizzò a lungo la flotta veneziana fu la Galea. la più speciale delle quali era il decoratissimo Bucintoro, ovvero la nave del Doge.

bucintoro
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Le Galee erano navi con equipaggi numerosissimi perchè spinte prevalentemente a remi, i rematori potevano essere salariate oppure dei galeotti condannati al remo, c’erano turni di vogata. Non erano navi adatte a traversate oceaniche, contrariamente a quanti ci hanno fatto vedere in molti film.

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Le Galee da guerra erano molto più sottili, basse, dalla linea filante e con lo sperone di prua molto più aggressivo. Queste lineee la artiglieria pesante erano caratteristiche che non erano usate da altre flotte da guerra, e furono motivo di successo di molte battaglie. Una delle più importanti navi fu La Galeazza, una delle navi segrete di Venezia, schierate nella battaglia contro gli Ottomani a Lepanto. Navi pesanti e difficili da spostare, ma cariche di batterie con cannoni di grosso calibro che secondo molti storici, divennero pedine determinanti per la vittoria.

L’Arsenale oggi

Oggi dell’Arsenale è rimasto solo lo scheletro di quel centro attivissimo che è stato fino al 1800.

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La parte più antica ospita attività militari della Marina Militare Italiana, e della Guardia Costiera, con uffici e officine, nei bacini troviamo ormeggiate navi militari e da guerra. La Marina ha il 41% dell’Arsenale e ne conserva anche, in esposizione museale, il sottomarino Enrico Dandolo S513 (Gemello del Toti esposto a Milano).

Nell’area nord dell’Arsenale vi sono enti di ricerca scientifica come CNR, ISMAR, Cà Foscari, e anche gli uffici del consorzio di Venezia Nuova (quelli del MOSE).

Nella parte meridionale, quelle usate per artiglierie, corderie, oggi vi è l’area di esposizione della Biennale.

L’evoluzione del Mondo ha portato da un’altra parte quel formicolare che tanto stupì Dante Alighieri.
La maestosità e l’unicità della repubblica marinara più famosa del mondo oggi rimane un enorme museo per turisti incuranti della storia che calpestano, e non sto parlando dell’Arsenale.


In un discorso della fine degli anni Trenta del secolo scorso, il parlamentare britannico Sir Austen Chamberlain invocò un antico anatema cinese di cui era venuto a conoscenza grazie a un diplomatico britannico di stanza in Asia, che curiosamente recitava: ‘Che tu possa vivere in tempi interessanti’ dove “interessante” è un eufemismo per “inquietanti, conflittuali, difficili”.

I tempi venturi saranno davvero difficili, ma allo stesso tempo davvero interessanti: la crisi ormai permanente in cui viviamo è anche l’occasione propizia per un cambiamento positivo e radicale.

Matteo Sironi

Matteo Sironi

Gerry. Fotografo, Videomaker e Grafico in Pubblicità e Comunicazione. Chitarrista e Disegnatore per passione. Appassionato di gaming, elettronica di consumo, informatica e scienza

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