FINAL SPACE: intimità, fragilità e grinta, vi investono con i suoi eroi e con le loro storie.

INTRO POST-ESTIVA

E’ ora di rientrare dalle vacanze, se non per tutti per la maggior parte di noi. Eh si, la sveglia mattutina torna a suonare dentro alle nostre orecchie ovattate, troppo abituate al rumore del mare o della montagna o di qualsiasi altro posto sia stato calpestato durante questo agosto. caldo.

Accomodàti dalle ferie e dai momenti di svago, chi di voi non si è dato un po di pazza gioia tra i milioni di canali multimediali che ormai il nostro pianeta ci offre? Netflix in primis…
In attesa di chiudere l’ufficio, prima di partire, un giretto sul portale streaming più famoso d’Italia me lo sono fatto, un po’ per vedere cosa aveva preparato Netflix per la nostra estate di relax. Insomma, non è che avesse preparato molto, anzi praticamente niente. E allora? beh nell’attesa di quel “Disincanto” di Matt Groeging sul quale sono puntati tutti gli occhi degli amanti dell’animazione “adulta”, avevo voglia di qualcosa di simile, che ne ricalcasse le idee, e la mia ricerca si concluse proprio con Final Space.

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Ambientazione spaziale, in stile Futurama, un protagonista tonto, un gatto amante delle armi, l’immancabile mascotte, il classico cattivo molto cattivo, l’unico mio pensiero fu : “Ma che figata!”

FINAL SPACE: La trama

La serie animata in questione conta solo dieci episodi, e porta le firme di Olan Rogers e David Sacks, entrambi già al lavoro per una seconda stagione di ben tredici puntate.

Risultati immagini per final spaceLa storia orbita attorno a Gary Goodspeed, e alla sua voglia di essere un eroe del suo tempo. Non vi dico altro, perché la premessa ha un paio colpi di scena alle quali non ero per niente preparato, e dirvelo rovinerebbe tutto il fascino di questa bellissima serie. Le situazioni attingono a piene mani dall’immaginario fantascientifico odierno, e i rimandi ad altre opere ben più note non sono difficili da scorgere, un po sulle orme di Futurama ecco, ma.. non centra niente! perchè è il tono dell’avventura a sorprendere.

TUTTO INASPETTATO

C’è della sana commedia a sorreggere la serie, ma quelle note di piano malinconiche, spesso in sottofondo, mi hanno colto di sorpresa… Sembra inizialmente il solito insieme di comicità misto a azione con un po di violenza, ma col passare degli episodi qualcosa cambia: Final Space comincia a mostrare per quello che è: intimità, fragilità… comincia a mostrare la sua grinta, e ti investe con i suoi eroi, con le loro storie.
Nessun cambio di direzione la trama è un susseguirsi di ritmi che preparano lo spettatore, e lo lanciano nello spazio.

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Lo show, si racconta da solo, porta lo spettatore a scoprire cicatrici, emozioni, sorrisi, ma non c’è tempo. Dieci puntate da appena venti minuti l’una sono un poche, troppo poche per un mondo da scoprire, cosi grande e ricco, talmente ricco da lasciarti un vuoto.

Quando finisce è tutto ok, la prendi com’è, è finita la serie e sei ancora assuefatto, contento, emozionato e non pensi ad altro.

Poi però ti svegli. e capisci che c’è qualcosa che manca.

E’ Final Space.

ciao
il gerry

Matteo Sironi

Gerry. Fotografo, Videomaker e Grafico in Pubblicità e Comunicazione. Chitarrista e Disegnatore per passione. Appassionato di gaming, elettronica di consumo, informatica e scienza

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