Geotermia: l’energia nascosta, sotto i nostri piedi

E.ON realizzerà in Svezia una centrale geotermica di profondità ...

Energia Geotermica: la cenerentola di tutte le energie green rinnovabili del pianeta.

Ahimè parliamo dell’energia pulita e sempre disponibile meno sfruttata sulla terra, pensate che dell’energia mondiale prodotta, la geotermica è solo lo 0,36%, bene si, pochissimo, quasi nulla. Dati alla mano, le potenzialità di questo processo di produzione energetica, potrebbe tranquillamente coprire per 12 volte l’energia mondiale prodotta ogni anno.

Perchè allora è così poco sfruttata, e perchè nessuno ci pensa? Partiamo dall’inizio.


Come Funziona

centrale geotermoelettrica

Il processo di funzionamento è molto semplice e intuitivo: si scava.
Il nucleo della terra emette enormi quantità di calore che già a 4km di profondità raggiungono i 100°. L’acqua che penetra nel suolo, derivante da falde, piogge o da infiltrazioni naturali, incontra le rocce delle placche sotterranee che sono a contatto con il magma, esse fungono da “fondo della pentola”, e scaldano l’acqua fino a farla evaporare. L’evaporazione crea vapore ad alta pressione, che estratto, con appositi tubi impiantati in profondità, dalle centrali geotermiche fa girare delle turbine elettriche, che generano energia. La mia spiegazione è molto elementare ma rende l’idea di quello che è un classico funzionamento.

Il motivo per cui è poco sfruttata è presto detto: costi esorbitanti.
Sì perchè per poter raggiungere 4km di profondità servono trivelle e macchinari appositi che possano scavare tunnel in cui inserire i tubi per l’alta pressione, inoltre le concessioni per poter effettuare scavi richiedono molto tempo, e richiedono ancora più tempo gli aspetti burocratici, dunque un processo molto complesso.


Dove nasce?

Pietro Ginori Conti: il pioniere dell'energia geotermica

La prima volta che l’uomo fa la conoscenza di energia nel sottosuolo risale a quasi 300 anni fa, dove in america, alcune centrali sfruttavano il vapore generato dal sottosuolo per estrarre il Boro, un semimetallo in genere usato in ambito medico per rinforzare le ossa o trattare l’artrosi.

Accadde verso la fine dell’800 che Piero Ginori Conti, titolare degli stabilimenti di estrazione di Boro in toscana, ebbe una intuizione, nonche installare una ruota con delle pale che ruotava se investita da un getto di vapore, ad essa ci collegò una dinamo per generare corrente elettrica, ed ecco che con questa tecnica, appena affinata, riuscì ad illuminare 4 lampadine. Nel 1912 usando un motore a vapore illuminò tutta Volterra.

In italia questo fenomeno geologico interessa tutta la parte degli Appennini, in particolare la zona della Toscana, dove la micro-placca sarda incontra quella adriatica. Esse scorrendo l’una sopra l’altra permettono al magma di fuoriuscire a profondità di circa 3km, generando molta energia.


La Situazione

Ad oggi, l’energia geotermica viene, appunto, poco sfruttata per via degli altissimi costi e complessità di lavorazioni, in Europa dopo le decisioni sui cambiamenti climatici degli ultimi anni, sembra che i fenomeni geologici siano tornati un po sotto l’interesse comune. Alcuni paesi come l’Olanda, il Belgio, l’Islanda o la Germania promuovono la geotermia con fondi e ammortizzatori economici. I paesi che si sono concentrati di più sulla produzioni di questi impianti sono Kenya, USA, Indonesia e Turchia.

In Italia su 120 permessi di nuovi impianti negli ultimi 10 anni, solamente 34 sono state approvate. I lunghi ITER burocratici non aiutano le aziende emergenti, seppur l’Italia oggi sia il 7° paese al mondo di potenza geotermica prodotta, con ben 944mw (megawatt lordi), al primo posto ci sono gli USA con 3676mw di potenza prodotta.

Il nostro paese ha bisogno di essere più incentivato, come dicevo oggi la geotermia è vista come la “cenerentola” delle Renewable Energy. In Toscana sono presenti quasi tutti gli impianti, e producono il 2% del’elettricità italiana, con studi approfonditi e imprese volenterose l’italia potrebbe attingere a un bacino di altri 1000mw di potenza con nuovi impianti. ma non solo.

A Lardarello, in provincia di Pisa, una nuova tecnologia è stata messa appunto con il progetto “Descrambler” dove, con pozzi di cementi speciali e trivelle con carburo di tungsteno diamantati, si è riusciti ad estrarre la cosiddetta acqua “supercritica”. Si tratta di bacini sotterranei dove l’acqua supera i 374° e i 221bar di pressione, a queste condizioni l’acqua non è più liquida, ma una via di mezzo tra liquido e gas diventando più leggera e contenendo 5 volte più energia di quella classica. La complicanza sta proprio nell’estrazione dato che le alte temperature fondono trivelle e strumentazoni. L’Italia con questa scoperta, guidata dal consorzio Enel Green Power dal Cnr, potrebbe attingere a ben altri 4000mw di potenza lorda da aggiungere a quelli già generati dal nostro paese.

Che aspettiamo?

Gerry

Matteo Sironi

Gerry. Fotografo, Videomaker e Grafico in Pubblicità e Comunicazione. Chitarrista e Disegnatore per passione. Appassionato di gaming, elettronica di consumo, informatica e scienza

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