Incendi in Australia: un’altra scintilla del cambiamento climatico sotto gli occhi di tutti

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Soccorritore con un koala, tra gli animali maggiormente colpiti dagli incendi

Il 2019 è stato senza dubbio l’anno più caldo in assoluto per la terra dei canguri: da un lato la temperatura media è stata di oltre due gradi superiore rispetto ai valori dello storico dell’ultimo secolo, dall’altro i millimetri di pioggia caduti sono stati di circa un terzo inferiori rispetto alle medie (Australian Government Bureau of Meteorology). Temperature così elevate (media nazionale dicembre 2019: 42°C) e precipitazioni scarse sono una chiara manifestazione di come le condizioni climatiche del nostro pianeta stiano cambiando e delle conseguenze devastanti che ne derivino. Il casus belli della distruzione generata dagli incendi è dimostrato essere di natura dolosa, tuttavia sarebbe riduttivo considerare colpevoli solo le decine di piromani fermati dalle forze dell’ordine. Il problema degli incendi che ha investito l’Australia negli ultimi mesi è la manifestazione e l’esasperazione di un problema ormai sotto gli occhi di tutti: il surriscaldamento globale.

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Fonte immagine: Il messaggero
Biodiversità a rischio

Gli incendi hanno divampato prendendo piede anche tra le riserve più ricche di biodiversità del pianeta.
Quasi 200.000 ettari di foresta sono bruciati nelle Gospers Mountains, coprendo gran parte dell’area del Wollemi National Park. Il fuoco ha raggiunto le turistiche Blue Mountains, nella regione del Nuovo Galles del Sud, sistema di aree protette situate vicino alla città di Sydney, considerate patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. La zona è costituita principalmente da foreste pluviali, valli e paludi ed è habitat di specie anche molto rare, tra cui il quoll (Dasyurus maculatus). Dal punto di vista botanico, si tratta soprattutto di foreste di Eucalyptus e del “bush”, una savana arida con alberi bassi, erbe e arbusti spesso ricchi di resina, simile alla macchia mediterranea.

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Fonte immagine: Unsplash

I danni ambientali ed ecologici sono incalcolabili: quantificare effettivamente i koala morti (Phascolarctos cinereus) o altre specie animali è molto complicato, perché in realtà i dati relativi alle numerosità delle popolazioni risultano essere troppo approssimativi. I koala non rischiano per ora l’estinzione ma il loro numero sta calando da tempo (specie considerata vulnerabile già dal 2012). I koala infatti, vengono classificati come funzionalmente estinti, ovvero rappresentano una specie che non è più in grado di riprodursi in maniera efficace.

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Termitai di termiti australiane (Nasutitermes triodiae)
Fonte immagine: fanpage

Le stime inoltre non tengono in considerazione gli insetti, organismi fondamentali per gli ecosistemi e che potrebbero subire danni gravissimi dagli incendi. Kate Umbers, biologa della Western Sydney University, sostiene di essere molto preoccupata per le 250 mila specie di insetti presenti in Australia, di cui soltanto un terzo, tra l’altro, è stato finora classificato (New York Times).

Marta Rainoldi,

SOPOH (Save Our Planet, Our Home)

Marta Rainoldi

Laureata in Scienze Agroambientali e appassionata di natura, agricoltura e sfide ambientali.

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