Preparate le valigie, andiamo su Marte

Se avessimo provato a dire questa frase quasi 50 anni fa, le persone ci avrebbero creduto subito. Marte fin dopo lo sbarco sulla Luna fu la più grande ambizione delle compagnie spaziali, ma come ci insegna la storia di viaggi extraterrestri, dopo le varie missioni Lunari, non se ne fece più nulla: costi altissimi, risorse che scarseggiavano, investitori che sparivano, a nessuno interessava più raccogliere sassi su altri sasso un po’ più lontani della Terra. L’idea Marte sfumò, così come la Luna non fu più tanto interessante, e tutto rimase una bellissima storia per i romanzi fantascientifici. Fino ad ora.

…Fino ad ora, si, perchè la conquista di Marte non è più così scontata.
Avete visto tutti che la NASA ha ricominciato a volare? certo con l’aiuto di investitori privati (grazie Elon Musk), ma è proprio questa la direzione che sta prendendo la corsa allo spazio, Marte è tornato interessante, è un obiettivo, è una sfida, è una missione che per il futuro dell’umanità può essere determinante. Agenzie spaziali come la NASA e altre agenzie private come SpaceX, lavorano a stretto contatto per rendere i viaggi su Marte realtà. Entro il 2030 avremo il primo uomo su Marte! Questa è la previsione e l’obiettivo, anche se SpaceX (l’azienda privata fondata da Elon Musk) nel 2016 esibì i suoi piani di trasporto interplanetario per equipaggio umano finalizzato alla costruzione di una colonia umana permanente su Marte a partire dal 2022, portando il primo uomo su Marte nel 2024, un po’ troppo ottimistico?

photography of astronaut standing beside rock formation during daytime
Thanks to Nicolas Lobos for sharing their work on Unsplash.

Vivere su Marte

La conquista del pianeta rosso sarà inevitabilmente un processo lungo e articolato, si prevede di iniziare con missioni brevi di 5 o 6 persone, che partiranno con le provviste necessarie per procedere a studi e test solo per poche settimane, per poi tornare sulla terra.
Le missioni a lunga permanenza saranno possibili solamente più avanti, una volta capito come produrre strutture autosufficienti, usando come test tecnologici anche la Luna. Le missioni potranno essere di equipaggi da 10 o più persone, intente a rimanere su Marte permanentemente o per lunghi periodi di tempo. Tutti questi viaggi avranno un obiettivo comune: Costruire una base permanente sul pianeta.

Costruire una abitazione

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NASA Mars Plant Growth Module (public domain licensed file from NASA)

La più innovativa scoperta delle stampanti 3D sarà la chiave per permettere la costruzioni di moduli abitativi su Marte, grazie alle stampanti 3D appositamente create si potrà utilizzare la Regolite marziana (terreno del suolo) per stampare mattoni e utilizzarli per la costruzione. Ci dovranno essere laboratori, officine, serre, centri medici e centri per la produzione di energia, tutti ambienti ovviamente che dovranno essere collegati tra loro.

Non sarà infatti possibile farsi numerose passeggiate sul suolo marziano perche la debole atmosfera del pianeta non permette una sufficiente schermatura dalle radiazioni, motivo per cui i moduli o abitazioni dovranno avere schermature di regolite marizana spesse almeno 5mt, si è scoperto infatti che questo spessore permette un’assorbimento totale delle radiazioni.

L’altra fonte essenziale per poter costruire un modulo abitativo è ovviamente l’acqua. L’acqua su Marte c’è, si trova in forma ghiacciata, o nel fondo di grandi crateri, ma non solo, le ultime scoperte del 2018 portano alla luce un mare salato sotterraneo presente a 1,5km di profondità. dall’Acqua si potrà estrarre l’ossigeno come già si fa sulla ISS e inoltre potrà essere usato anche come schermatura dalle radiazioni dato il grande potere assorbente che possiede.

Energia e Cibo

Mars Ice Home design for a Mars base (NASA LaRC / Clouds Architecture Office, 2016)

Sarà importante poter sfruttare diverse fonti di energia su Marte: l’energia solare ovviamente sarà la base, ma su Marte sono presenti tempeste di polvere che possono durare mesi, e l’assorbimento di energia dei pannelli è la metà di quella della Terra. Cosa si può fare allora? beh il metano può essere una soluzione, è presente in grandi quantità nell’atmosfera e può essere utilizzato, così come potrà essere utile il nucleare, si sta lavorando infatti alla creazione di reattori nucleari che possono produrre fino a 1 kilowatt di potenza, trasportabili su carrelli, come inizio non è male.

L’energia sarà utile ovviamente a far funzionare tutto il sistema abitativo, ma soprattutto sarà necessaria alla sopravvivenza, che si traduce in coltivazioni. Per quanto riguarda il suolo marziano ci sono parecchi studi in corso, in un articolo di Open Agricolture, si può vedere come sia possibile ottenere vegetali commestibili, coltivati su un suolo che simula la regolite marziana: pomodori, segale, quinoa, ravanelli, porri, erba cipollina, rucola, solo con gli spinaci purtroppo è andata male. Moltissimi altri studi sono in atto, sulla coltivazione di patate ad esempio, cavolo cappuccio.

Marziani

Il lavoro è ancora lungo, ma le intenzioni sono ormai appurate, si arriverà su Marte e ci si proverà a vivere. Già sentire questo è una cosa straordinaria. Mille difficoltà aspettano l’essere umano e molti anni di sviluppo, tutto per scoprire dopo innumerevoli anni che probabilmente, i marziani, saremo noi.

Gerry

Matteo Sironi

Gerry. Fotografo, Videomaker e Grafico in Pubblicità e Comunicazione. Appassionato di Auto, Gaming, informatica e Scienza

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