To bee or not to bee: le api stanno scomparendo?

In questi giorni caotici e preoccupanti voglio shiftare un po’ la vostra attenzione su un argomento molto interessante e attuale. Voglio infatti parlarvi di insetti e, in particolare, di api. Per chi si ricorda, nel ’98 usciva il film “A Bug’s Life”, il racconto dello sbadatissimo Flik, l’intelligente e coraggiosa formica capace di creare straordinari marchingegni per la sua colonia di formiche. In questo film emerge il punto di vista di un abitante del megaminimondo e vengono mostrate, con un linguaggio semplice e divertente, le principali dinamiche che governano una colonia di formiche e i suoi rapporti con gli altri insetti.    
Come funziona davvero questo mini ma mega mondo?

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A Bug’s Life-Megaminimondo, film

Un po’ di tassonomia

Ordine: Hymenoptera
Le formiche, così come le api, appartengono all’ordine degli Hymenoptera, secondo per numero di specie conosciute (circa 120.000 specie nel mondo, di cui 40.000 in Europa) soltanto all’ordine dei Coleoptera (per intenderci, coccinelle, cerambicidi, scolitidi, scarabei etc.). L’ordine degli Imenotteri si suddivide in due sottordini principali: i Symphyta e gli Apocrita. In natura solamente in questo ordine (o quasi) si possono ritrovare veri e propri comportamenti sociali.

Sottordini: Symphyta e Apocrita
Gli insetti appartenenti al sottordine dei Symphyta, considerati più primitivi rispetto ai loro colleghi, trascorrono la maggior parte del tempo spostandosi su foglie e fiori (soprattutto Apiaceae) e il loro principale nutrimento è il polline (anche se esistono alcune specie carnivore). La caratteristica morfologica che li contraddistingue è la presenza di un addome sessile, a differenza degli Apocrita che presentano un addome peduncolato. Gli Apocrita a loro volta si suddividono in Terebrantia e Aculeata. La sezione degli Aculeata presenta una peculiarità nota a tutti: quello comunemente noto come “pungiglione” di api, vespe, bombi etc. non è altro che l’ovopositore (struttura adibita alla deposizione delle uova) modificato trasformato in aculeo. Gli Aculeata si suddividono in diverse superfamiglie tra cui ricordiamo le principali: Formicoidea, Vespoidea e Apoidea.

Superfamiglia: Apoidea
Ma veniamo a noi.
Tra gli Apoidea sociali distinguiamo due generi principali: Bombus e Apis. Le specie più comuni addomesticate dall’ uomo sono la Apis mellifera (o europea) e la Apis cerana (o orientale).
Ogni specie appartenente all’ordine degli Hymenoptera presenta differenti caratteristiche nella propria società; ciò che le accomuna sono una sorprendente organizzazione e intelligenza riconducibili, per certi versi, a quelle umane. Studiandone alcuni comportamenti infatti risultata difficile da credere che siano semplicemente degli insetti!
Le società delle api mellifere e delle formiche possono durare diversi anni; i bombi e le vespe, invece, ricominciano da capo ogni anno.
Tra gli Apoidea inoltre, non abbiamo solo insetti sociali ma anche solitari. Ricordiamo a titolo di esempio la Xylocopidae violacea, un impollinatore importantissimo che trascorre la sua vita in solitaria bazzicando tra un fiore e l’altro (specialmente Lamiaceae) e deponendo uova spesso in tronchi teneri o marcescenti.

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Xylocopa violacea

La società delle api

  • Gli Imenotteri sociali vivono in comunità capeggiate da una o più femmine in grado di accoppiarsi, le regine;
  • Il lavoro sporco spetta alle operaie (ricerca di cibo, pulizia dell’alveare, allevamento dei giovani etc.).
  • I maschi, detti fuchi, non capita spesso di vederli in giro e il loro compito principale è la riproduzione.
alveare, ape, ape da miele
Apis mellifera al lavoro

L’impollinazione

Per i primissimi giorni della loro vita, le larve delle api vengono nutrite con la pappa reale, una secrezione delle ghiandole salivari delle operaie, ricca soprattutto in proteine (una sorta di latte materno).  In seguito, le larve vengono nutrite con polline e nettare. Spostandosi di fiore in fiore, il polline aderisce facilmente ai peli, di cui il corpo delle api operaie è interamente ricoperto, svolgendo così un importante ruolo nell’impollinazione. Più precisamente esse sono dotate di uno speciale equipaggiamento cattura-polline, le sacche del polline, costituite da setole robuste e ricurve, situate nelle tibie posteriori delle zampe. Altre specie dell’ordine degli Hymenoptera invece, pur non avendo il medesimo nutrimento, visitano semplicemente i fiori collaborando comunque all’impollinazione.

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animale, ape, ape da miele
Dettagli: le sacche del polline

Ruolo ecologico delle api: biodiversità a rischio

Gli impollinatori influenzano fortemente le relazioni ecologiche, la conservazione e la stabilità degli ecosistemi, la biodiversità botanica e, più in generale, le principali linee dell’evoluzione. Per non parlare del fatto che una grande quantità di colture dipende fortemente dall’attività delle api. Secondo la FAO, l’impollinazione da parte di insetti (principalmente Imenotteri e Lepidotteri) e altri animali (come ad esempio uccelli e pipistrelli) contribuisce per il 35% della produzione delle colture del mondo. Frutta come mele, pere, kiwi, castagne, ciliegie, albicocche, susine, meloni e cocomeri e ortaggi come pomodori, zucchine, soia, aglio, carote, cavoli e cipolle (e tante altre colture) dipendono del tutto o in parte dalla loro impollinazione. Secondo il rapporto “Stato della biodiversità mondiale per l’alimentazione e l’agricoltura” (FAO,2019), la progressiva scomparsa degli impollinatori, di cui i principali le api, rappresenta una minaccia mondiale per la perdita di biodiversità.

Alcuni dati

Per avere informazioni più dettagliate vi rimando al rapporto italiano “Indagine tecnico-conoscitiva sul fenomeno della moria delle api all’interno delle aree naturali protette” (ISPRA,2011):http://www.isprambiente.gov.it/contentfiles/00010100/10175-rapporto-indagine-moria-api-anp.pdf

E al report dell’ IPBES “The assessment report on pollinators, pollination and food production of the intergovernmental science-policy platform on biodiversity and ecosystem services”:https://ipbes.net/sites/default/files/downloads/pdf/2017_pollination_full_report_book_v12_pages.pdf

Save the bees

Le pratiche agricole sostenibili, in particolare l’agro-ecologia, possono aiutare in parte a proteggere le api riducendo l’esposizione ai fitofarmaci e contribuendo a diversificare il paesaggio agricolo. Con la collaborazione dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) la FAO ha anche sviluppato il “Codice di condotta internazionale sulla gestione dei pesticidi”, il quale fornisce un quadro delle migliori pratiche che possono aiutare a ridurre l’esposizione degli impollinatori ai prodotti fitosanitari utilizzati ampiamente in agricoltura (i quali ahimé, mi spiace informarvi, che non possono essere eliminati da un giorno all’altro… a meno che non vogliamo iniziare a mangiare l’aria). Vi lascio il link per la consultazione: http://www.fao.org/fileadmin/templates/agphome/documents/Pests_Pesticides/Code/CODE_2014Sep_ENG.pdf

api, colori, esterno

Come sempre si tratta di un approccio integrato: perfezionare e innovare le pratiche agricole, sviluppare e utilizzare prodotti fitosanitari mirati, servirsi dell’integrazione di lotta biologica e una più razionale lotta chimica ecc. La FAO ha inoltre coordinato l’ “Iniziativa Internazionale per gli Impollinatori”, che produce conoscenza, linee guida e protocolli per sostenere i paesi nel monitoraggio degli impollinatori. Di seguito potete vedere riassunte alcune delle buone pratiche per la salvaguardia degli impollinatori pubblicato da Informamiele:https://www.informamiele.it/images/news/notizie/linee_guida_PER_WEB.PDF

Il discorso è comunque molto ampio e tocca tantissimi aspetti dell’agricoltura del futuro: impossibile riassumervi tutto in un articolo. Non vi ho parlato, ad esempio,di quali prodotti fitosanitari minacciano la sopravvivenza delle api e dei loro meccanismi di azione. Per questo motivo approfondiremo l’argomento più avanti, magari in occasione della Giornata mondiale delle api che si celebra il 20 maggio di ogni anno con l’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza degli impollinatori e sul loro contributo allo sviluppo sostenibile.

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Esempio di casetta per ospitare e salvare le api

A presto!!!!

Marta 🐝

Marta Rainoldi

Laureata in Scienze Agroambientali e appassionata di natura, agricoltura e sfide ambientali.

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